I MIEI ITINERARI TEMATICI

I miei itinerari hanno sempre l’obiiettivo di sviluppare un tema. Può essere un periodo storico, un personaggio del passato, ma anche un aspetto della cultura o della tradizione. Credo che cucire una narrazione attraverso un filo conduttore sia il modo più efficace ed interessante per raccontare il territorio nei suoi aspetti più affascinanti e stimolare la curiosità di chi cerca un’esperienza di contatto con il luogo e la sua storia.

Che la città di Cagliari costituisse uno dei vertici del “triangolo magico” dello spiritismo italiano non è più fonte di mistero. Con l’avvento dei Savoia e il successivo peso della Sardegna nella causa risorgimentale, Cagliari ha accolto personaggi carismatici accomunati dalla passione per l’esoterismo che qui hanno cercato risposte.
Violante Carroz, passata alla storia col nome di “Violante la sanguinaria”, fu una donna temuta, rispettata ma anche odiata dalla nobiltà e dal popolo. La sua vita fu tutt’altro che facile e il suo nome sembra essere legato a delitti efferati e misteri irrisolti.
Sul finire del XIX secolo e i primi vent'anni del XX secolo, Cagliari era una città culturalmente viva, vivace e aperta che, sotto la guida del sindaco per eccellenza - Ottone Bacaredda - si stava trasformando in una capitale europea, florida di spunti artistici e per questo capace di attrarre scrittori, intellettuali e viaggiatori che ne furono letteralmente conquistati.
Nel corso del XVII secolo la Sardegna fu sconvolta dal terribile flagello della peste che, da Alghero, raggiunse in breve tempo i principali centri dell’isola, decimando la popolazione e dando vita ad uno tra i momenti più bui della storia.
Tra i colli cagliaritani, quello di Sant’Elia racconta importanti testimonianze della storia militare di Cagliari: dalle torri spagnole alla costruzione del forte di Sant’Ignazio, dal faro di Calamosca alle batterie antiaeree della Seconda Guerra Mondiale.
Cagliari conserva ancora numerose aree archeologiche che rivelano una continuità d'uso cultuale che si estende dall'epoca punica a quella paleocristiana. Antichi culti, tradizioni, leggende popolari e misteri del sottosuolo si legano, inoltre, alla triste parentesi dei bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale.
“Cogas”, “hechizeras”, “bruxias”: in una parola streghe. Da sempre invocate per allontanare la morte, propiziare i raccolti e alleviare le sofferenze, le streghe erano depositarie di un antico sapere femminile tramandato da generazioni.
Tuvixeddu è uno tra i sette colli di Cagliari e custodisce secoli storia, antichi culti e misteri, ma, soprattutto, contiene la più grande necropoli punica del Mediterraneo.
Il Cimitero Monumentale di Bonaria custodisce segreti e storie di un passato recente, cristallizzato in splendide opere d'arte funeraria che raccontano l'evoluzione stilistica, i gusti, le mode e le contraddizioni della città di Cagliari tra Ottocento e Novecento.
Era il 1492 quando il temuto Thomas De Torquemada nominò Sancho Marin Inquisitore e capo del Tribunale del Sant’Uffizio di Cagliari per conto del re di Spagna Ferdinando il Cattolico. Da questo momento la Sardegna si trovò ad affrontare uno tra i periodi più bui dell’intera storia d’Europa.
Al centro di un’eterna lotta tra poteri, Cagliari ha scritto la sua storia con il sangue. Marchesi, vicerè ed ecclesiastici sono stati vittime ecarnefici di efferati delitti consumati tra le spesse mura del quartiere Castello.
L’Ottocento fu il secolo dei grandi viaggi d’avventura, della passione per l’Oriente, del progresso tecnico-scientifico, delle conquiste della medicina e della nascita dei primi “musei”. Fu anche l’epoca degli eccessi e delle stravaganze: dalle arti macabre alla fotografia post-mortem, dalla vanità al grottesco, dalla religione allo spiritismo.
In Sardegna la tradizione popolare attribuiva al maligno numerose dimore situate spesso in luoghi inaccessibili. Anche Cagliari, offre in tal senso, numerosi spunti per parlare di questa misteriosa figura. Infatti, con la sua storia millenaria la città ci racconta, ad esempio, di Santi che ebbero a che fare con il Principe degli Inferi e di luoghi che devono la loro morfologia proprio al Diavolo.
Prima che il Decreto di Granada ne dichiarasse l’espulsione dai territori cristiani sottoposti al controllo del neo-costituito Regno di Spagna, a Cagliari esisteva una fiorente comunità giudaica composta prevalentemente da mercanti ed artigiani. Pienamente integrati nel tessuto economico e sociale cittadino, gli ebrei contribuirono notevolmente all’arricchimento culturale dell’isola. Com’era organizzata la vita delle comunità giudaiche in Sardegna? Quali luoghi si legano a questo importante pezzo di storia di Cagliari?
La presenza degli ordini monastico-cavallereschi in Sardegna è attestata fin dal XII secolo e, tra le aree più ricche di testimonianze materiali, i territori compresi al confine tra gli antichi Giudicati di Torres e Arborea conservano ancora oggi due splendidi gioielli: i “borghi autentici” di Santu Lussurgiu e Norbello.
Era il 28 Aprile del 1794 quando il popolo cagliaritano insorse contro l’amministrazione piemontese fino a mettere in fuga il vicerè Vincenzo Balbiano e la corte sabauda. Stanchi dei soprusi, delle tasse elevate, di un governo che non sembrava mai riconoscerne il valore e i meriti, i cagliaritani si ribellarono, aprendo la strada al cambiamento.
Sono tanti i luoghi nel mondo in cui si parla di pirati e tesori nascosti. E la Sardegna non fa certo eccezione. Qui i tesori si chiamano “scusorgius” e antiche leggende raccontano che a custodirli ci siano creature mostruose scaturite dalla fantasia popolare. Ma quali tracce rimangono oggi dell’invasione dei pirati e quali leggende aleggiano attorno ai luoghi interessati dal loro passaggio?
Con l'avvento del Cristianesimo l'attenzione verso i defunti si arricchisce di nuovi elementi che coniugano sacro e profano, dando origine al culto dei martiri e alla ricerca delle loro preziose reliquie, sulle quali, nel corso del tempo, sono fiorite numerose leggende.
Da sempre la convivenza con la morte ha rappresentato un elemento cardine della cultura popolare sarda. Il rapporto con l'Aldilà ha dato origine a leggende e racconti popolari che aleggiano tra fede e superstizione.
Fin dal XVII secolo i riti della Settimana Santa fanno rivivere i momenti più significativi della Passione del Cristo legati a “Sa Pasca Manna”, la Pasqua, che in Sardegna assume connotazioni differenti e squisitamente locali.
Un piccolo viaggio enogastronomico nel cuore del Parteolla alla scoperta della storia della viticoltura e del Romanico, accompagnata da una degustazione di vini e prodotti del territorio nella suggestiva cornice della Cantina Argiolas a Serdiana.

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