Le “tombe dei giganti”: case di orchi e sepolture ciclopiche

Tra il 1.800 e il 1.000 a.C., accanto al riutilizzo delle domus de janas, si afferma una nuova tipologia di sepoltura collettiva, che prende il nome di “tomba dei giganti”.

Gli esecutori materiali di queste tombe megalitiche erano le genti nuragiche, che realizzarono strutture maestose che ancora oggi resistono alla forza del tempo.

Tomba dei Giganti “Is concias”, Quartucciu. Particolare dell’ingresso con affiancato un betile

La tomba dei giganti è una struttura megalitica con pianta longitudinale absidata e culminante in un’ esedra realizzata con lastroni infitti verticalmente nel terreno  (tipo dolmenico, più antico) o posizionati con tecnica isodoma (a filari)  che vanno in crescendo verso l’interno, sia in corrispondenza dell’apertura centrale sia longitudinalmente. Uno straordinario esempio in tal senso è costituito dalla tomba dei giganti di “Is Concias”, della quale parlo in quest’articolo.

L’altezza minima del corridoio oscilla tra il metro  e il metro e mezzo e quella massima dai 2 ai 3 metri. Anche la lunghezza è variabile, per un massimo di 30 metri.

La facciata può essere caratterizzata dalla presenza di una stele centinata affiancata da lastre di altezza decrescente oppure realizzata attraverso blocchi di pietre squadrate e sbozzate. Osservata dall’alto la struttura riprende la forma stilizzata della protome taurina o, secondo recenti teorie, dell’utero femminile.

La struttura è spesso fiancheggiata da betili, pietre verticali infisse nel terreno aventi funzione sacra, simili ai menhir.

Nelle leggende popolari sarde i nuraghi e le tombe dei giganti vengono spesso chiamati con il nome di “sa domu e s’orku”, che è stato poi tradotto come “la casa dell’orco” (o gigante).

Tomba dei Giganti di Li Lolghi, Arzachena

Questa denominazione era dovuta non solo alle dimensioni dei blocchi di pietra con i quali erano costruiti questi monumenti megalitici, ma anche dalla presenza di ossa (umane ed animali) all’interno della camera funeraria o di alcune aree dei nuraghi.

In un momento in cui l’archeologia ancora non aveva mosso i suoi primi passi e in un contesto di totale incertezza sulla storia isolana, si è diffusa, quindi, la credenza che certi luoghi fossero le dimore o le tombe di creature mitologiche, i giganti, appunto,  che si nutrivano di uomini, le cui ossa, appunto, furono trovate all’interno della camera.

Nel corso degli ultimi trent’anni, inoltre, si è diffusa, anche in ambienti accademici e scientifici, la convinzione che in Sardegna fosse presente una non meglio identificata forma di gigantismo. Questa teoria, tuttavia, non è comprovata da alcun ritrovamento archeologico.

Quel che è certo, però, è che la Sardegna è una terra unica ed affascinante, una terra non soltanto da osservare con stupore e meraviglia, ma da vivere, conoscere e scoprire.


Riferimenti Bibliografici

  • Claudia Zedda, Creature fantastiche in Sardegna
  • Dolores Turchi, Racconti e leggende popolari della Sardegna
  • Grazia Deledda, Leggende sarde
  • Paolo Melis, La Sardegna Nuragica
  • Franco Laner, La Sardegna preistorica
  • Franco Fresi, La Sardegna dei misteri
  • AAVV, La sardegna dei sortilegi
  • Gian Michele Lisai, Le incredibili curiosità della Sardegna

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