Martino di Sicilia: il re sfinito dalla malaria e… dalla “bella di Sanluri”

Si celebra ancora oggi, con una bella rievocazione storica in abiti medievali, “Sa battalla de Seddori”, la battaglia di Sanluri che, nel 1409, decretò la fine dell’ultimo giudicato sardo: il regno d’Arborea.

Sono tanti i luoghi, i personaggi e gli aneddoti legati a questo importante periodo della storia di Sardegna, ma, tra tutti i racconti legati alla Battaglia di Sanluri, il più celebre riguarda la passione tra Martino di Sicilia, infante d’Aragona, detto “il giovane”, e una bella e anonima fanciulla, passata alla storia come “la bella di Sanluri”.

Descritta dalle cronache spagnole come “hermosissima”, questa fanciulla viene paragonata ad una sorta di “Giuditta sarda” che vendica il suo popolo sconfitto, schiavizzato e umiliato, con la sola arma capace di annientare l’artefice della disfatta: il sesso!

Martino d’Aragona, erede al trono e figlio del re Martino il vecchio, divenne re di Sicilia nel 1391 a seguito del matrimonio con sua cugina Maria di Sicilia, figlia di Federico III. Della giovane fanciulla, invece, non si conosce nulla, neppure il nome. Su di lei qualche riferimento nelle cronache spagnole, ma nulla di utile a definirla.

Il contesto storico

Il 30 Giugno 1409 si scontrarono presso Sanluri l’esercito catalano-aragonese, guidato da Martino il giovane, re di Sicilia e infante d’Aragona, e l’esercito sardo giudicale, guidato dall’ultimo giudice d’Arborea, Guglielmo III visconte di Narbona. Il Giudicato d’Arborea, ultimo superstite tra i quattro, aveva a lungo lottato contro ogni tentativo di egemonia politica ordito dalla Corona d’Aragona. Fu soprattutto la buona politica dei regnanti – soprattutto Mariano IV e la figlia Eleonora d’Arborea – a garantire pace e prosperità, pur sostenendo finanziariamente varie battaglie di successo contro l’Aragona. Ma con l’estinzione del casato dei Bas-Serra, alla morte dell’ultimo erede Mariano V, il giudicato fu assegnato al governo del visconte di Narbona, discendente indiretto da parte di Benedetta, sorella di Eleonora.

Giovanni Marghinotti, La Battaglia di Sanluri

La battaglia fu preparata e lungo, ma nulla potè l’esercito sardo contro la ferocia dei soldati aragonesi, che nelle campagne e nel borgo fortificato diedero vita ad un proprio massacro, depredando edifici e abitazioni e riducendo in schiavi i pochi superstiti.

Ritirato nel castello di Sanluri, il re di Sicilia si diede ai bagordi per festeggiare la vittoria. Permise ai soldati di rubare tutto ciò che volevano e di intrattenersi con le donne rese schiave. Chiese, inoltre, che gli venisse portata la più bella fanciulla del paese come consolazione per le fatiche della guerra. Dopo alcune ore i soldati gli portarono una ragazza bellissima che immediatamente catturò la sua attenzione. Dopo essersi intrattenuto con lei nel castello, il re se ne invaghì a tal al punto da decidere di portarla con sè al suo ritorno a Cagliari.

La bella di Sanluri in un dipinto di Mauro Ferreri. Fonte: sito istituzionale www.sabattalla.it

Accolto trionfante alle porte di Cagliari, il re si ritirò in solitudine, scosso dai tremori di una violenta febbre. Non voleva vedere nessuno, tranne la bella fanciulla di Sanluri. Stando alle cronache del tempo, esiste una curiosa storiella secondo la quale il re, sempre più debole e stanco dal morbo che aveva contratto durante l’avanzata verso Sanluri presso le acque del Rio Mannu, non riusciva a resistere al fascino della ragazza, intrattenendosi con lei per lunghe ore. Ma la passione, consumata giorno dopo giorno e per tanti momenti della giornata, gli fu fatale. Il 25 Luglio 1409, dopo nemmeno un mese dal trionfo, si spense a Cagliari, mettendo fine alla discendenza catalana del Regno d’Aragona.

Mausoleo di Martino di Sicilia nella Cattedrale di Cagliari.

Le sue spoglie furono sistemate in un mausoleo in marmo policromo sistemato nel transetto sinistro della Cattedrale di Cagliari. Il monumento, commissionato dal vicerè Antonio de los Veles allo scultore Giulio Aprile, fu realizzato nel 1676, 267 anni dopo la morte di Martino il giovane.


Riferimenti Bibliografici

  • Dolores Turchi, Leggende e racconti popolari della Sardegna
  • Francesco Casula, Storia della Sardegna

Ulteriori approfondimenti

  • http://www.sabattalla.it/

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