San Saturnino: il martire cristiano patrono di Cagliari

Tra i santi martiri cagliaritani, senz’altro il più importante è San Saturnino, patrono della città e primo santo titolare della basilica oggi dedicata ai Santi Cosma e Damiano, nell’attuale Piazza san Cosimo. Ricorre oggi, 30 Ottobre, la sua commemorazione.

Saturnino o Saturno è tutt’ora un personaggio di difficile e controversa collocazione storica. Tra i documenti che attestano la presenza in Sardegna di un santo chiamato Saturno: il primo è datato VI secolo e si riferisce in realtà alla vita di San Fulgenzio da Ruspe, vescovo nordafricano che fu esiliato a Cagliari durante l’occupazione vandalica nel V secolo; il secondo è la “Passio Sancti Saturni”, che risale all’incirca all’XI secolo. Quest’ultimo documento narra le vicende legate al martirio di un giovane cagliaritano, chiamato Saturno, che fu giustiziato tra il 303 e il 304 d.C. Gli storici, tuttavia, sono concordi nel ritenere questo documento inattendibile da un punto di vista cronologico, poiché fu scritto molti secoli dopo gli avvenimenti di cui parla. Sembra, dunque, una narrazione costruita a posteriori per dare un volto e una storia al Santo al quale era dedicata l’antica basilica che, secondo la tradizione, fu edificata nel luogo dove furono custodite le spoglie del martire. Per di più, il racconto della Passione di San Saturnino di Cagliari ricalca quello di un altro San Saturnino, quello di Tolosa, e di San Sergio.

Basilica di San Saturnino, Cagliari.

Quest’usanza era molto diffusa nell’Alto Medioevo, ed è comune non solo alla Sardegna, ma a molte parti d’Europa. A partire dall’anno Mille, si assiste ad una vera e propria fioritura di scritti a carattere religioso, che culminarono nel XIII secolo con la figura di San Francesco d’Assisi.

Ad ogni modo tra i due documenti esistono tratti comuni e tratti discordanti. Il principale tratto comune è il nome attribuito al santo, ovvero Saturno. Comuni sono anche le vicende della sua vita, che differiscono solo per alcuni particolari ad eccezione del martirio, che viene riportato esattamente nello stesso modo. Entrambi raccontano di un giovane cagliaritano educato da genitori cristiani, il quale rifiutò di conformarsi alla legge di stato, la quale imponeva i sacrifici agli dei per poter esercitare il commercio. I cristiani che non si piegavano a questi ordini imperiali venivano imprigionati, torturati e successivamente decapitati. Il 23 novembre si celebravano nel Campidoglio cagliaritano solenni sacrifici a Giove, e molte persone si dirigevano al tempio, portando con sé animali sacrificali. Rifiutandosi di partecipare ai sacrifici, Saturno fu condotto di fronte al sacerdote e sostenne di essere cristiano. Per questo fu imprigionato e decapitato al cospetto della folla. Il suo corpo fu successivamente portato da alcuni altri cristiani fuori dalla città e seppellito in una grotta, esattamente dove, secondo la tradizione, sorse poi il martyrium, fulcro di quella che poi divenne la basilica intitolata al santo.

San Saturnino di Tolosa

Ma come mai, se entrambi i documenti parlano di un san Saturno, la tradizione cagliaritana conserva il ricordo di un san Saturnino?

La confusione è dovuta agli spagnoli, i quali diffusero sull’isola il culto di San Saturnino, primo vescovo di Tolosa, il Sernin dei francesi, martire nel 250 sotto Decio, legato a un toro da sacrificare, che lo trascinò fino a ridurlo in pezzi. Così Saturno cagliaritano in ossequio a quello spagnolo è diventato Saturnino.

Cripta dei Martiri, Cattedrale di Santa Maria Assunta e Santa Cecilia a Cagliari

Oggi la festività dedicata a San Saturnino cade il 30 Ottobre, ma prima del XVII secolo si celebrava il 23 Novembre, mese che veniva chiamato “su mesi de santu Sadurru”.

Nel 1621, durante la ricerca dei corpi santi, scavando proprio in questo luogo, dove esisteva ed esiste tutt’ora la basilica a lui dedicata, furono ritrovate le reliquie di un martire, che Monsignor Francisco D’Esquivel identificò come appartenenti al santo martire cagliaritano. Fu proprio il D’Esquivel a stabilire anche la data del martirio, e quindi della sacra celebrazione, fissandola al 30 Ottobre, come si festeggia tutt’ora.

Oggi le reliquie di San Saturnino sono custodite nella Cripta dei Martiri, in una cappella dedicata al santo, nella Cattedrale di Santa Maria Assunta nel quartiere Castello.


Riferimenti bibliografici

  • Pasquale Tola, Dizionario biografico degli uomini illustri di Sardegna
  • Sergio Atzeni, Cagliari, storia di una città millenaria
  • Roberto Coroneo, Architettura romanica dalla metà del Mille al primo Trecento
  • Giuseppe Luigi Nonnis, Passeggiate semiserie: Villanova

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