Il ruolo di Sant’Efisio nelle processioni della Settimana Santa

I riti della Settimana Santa cagliaritana, pur conservando un retaggio culturale tipicamente iberico, mescolano felicemente elementi attinti dal folklore locale, frutto di consuetudini ormai stratificate che li rendono ancor più particolari.

Tra questi elementi, gioca un ruolo fondamentale la presenza di Sant’Efisio, il cui simulacro viene portato in processione per ben due volte: nella processione dei “Sepolcri” il Giovedì Santo e durante quella del Lunedì dell’Angelo.

Quest’ultima, in particolare, costituisce il prologo alla Festa del 1 Maggio in onore del Martire patrono della Sardegna.

Si tratta ovviamente di un elemento totalmente anacronistico ma molto sentito dai cagliaritani fin dal lontano Settecento, dal quale traggono origine alcune leggende

Qual è l’origine di queste usanze?

Si narra che in un imprecisato giovedì santo un uomo volesse avvelenare i cagliaritani attraverso le acquesantiere cittadine. Mentre si accingeva ad attraversare l’attuale Portico La Marmora che collega via dei Genovesi e via La Marmora, l’ignoto attentatore fu sorpreso dall’apparizione minacciosa di Sant’Efisio. Colto dallo spavento e dal pentimento, l’uomo desistette dal suo crudele proposito e corse a confessarsi, rivelando le sue intenzioni.

La notizia dello sventato attentato giunse alle orecchie di alcuni confratelli dell’ arciconfraternita del Gonfalone, che tutt’oggi porta avanti le celebrazioni della Settimana Santa e quelle relative alla festa di Sant’Efisio. I confratelli decisero di ringraziare il santo attraverso una processione votiva che si tiene ancota oggi proprio il giovedì santo.

S Efisio
Il simulacro di Sant’Efisio realizzato dallo scultore Lonis con il pennacchio a lutto per la processione del giovedì Santo.

Alle ore 20.00 il simulacro vestito a lutto viene portato in processione dalla chiesa di Sant’Efisio a Stampace fino alla Cattedrale a Castello per la visita ai Sepolcri, facendo tappa proprio nei pressi del Portico La Marmora.

Un’altra versione di questa leggenda è descritta dal canonico Spano, il quale collega l’apparizione di Sant’Efisio ad un sogno compiuto dal primo viceré piemontese di Sardegna, il conte di Saint Remy. Questi riferì che il santo martire gli apparve in sogno per avvisarlo dell’imminente pericolo di avvelenamento delle acque nei pozzi di Castello, impedendo così una vera e propria strage.

L’origine della cerimonia che si svolge il Lunedì dell’Angelo, invece, rimonta al 1793, quando al martire guerriero fu attribuita la salvezza di Cagliari dall’assedio nel quale era stata stretta dalla flotta dell’ammiraglio francese Troguet, al tempo della grande rivoluzione giacobina.
Il corteo, formato dai confratelli e dalle consorelle del Gonfalone al gran completo, prende avvio dalla chiesa di Sant’Efisio alle ore 8.00 del mattino.

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Il simulacro di Sant’Efisio vestito a festa per la processione del Lunedì dell’Angelo

Dopo aver percorso via Sant’Efisio e via Azuni, attraversata la piazza Yenne si inerpica in via Manno. A metà della salita svolta in via Cima per una tradizionale sosta presso il monastero delle Cappuccine. Qui la statua del santo viene deposta ai piedi dell’altare maggiore, di fronte a una grata dietro la quale le monache cantano in suo onore alcuni inni.
La processione riprende infilando successivamente la porta dei Leoni e la porta dell’Aquila, aperte nei baluardi meridionali del Castello.
Risalita via Canelles si giunge in cattedrale, dove viene celebrata la santa messa di ringraziamento stabilita dal voto.
Dopo il canto delle tradizionali lodi, “is goccius”, infine, ripercorrendo il tragitto fatto all’andata, il corteo rientra alla chiesa di Sant’Efisio.

La presenza del santo martire guerriero in queste processioni ricalca ancora dopo secoli quell’intenso sentimento di devozione popolare racchiuso non solo nel celebre voto al santo a seguito della liberazione dalla peste del 1652, ma un ringraziamento più profondo che cela un senso di gratitudine e rispetto che si rinnova, immutato, anno dopo anno.

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Riferimenti Bibliografici

  • M. Dadea, M. Lastretti, Misterius, la Settimana Santa a Cagliari
  • G. Spano, Guida della città e dintorni di Cagliari