Tutti pazzi per il Giappone. In Sardegna arriva “Bushidō: la via del Samurai”

La Sardegna e il Giappone: apparentemente due mondi lontanissimi, eppure così simili nelle loro differenze.

Due isole, due terre geologicamente molto antiche, due scrigni di tradizioni fortemente identitarie, due gelose custodi di un passato fatto di miti, credenze, rituali e simboli.

E poi il mare. Il mare che apparentemente isola, circonda, avvolge, contribuendo a creare mistero e magia.

Hokusai
Hokusai, La grande onda di Kanagawa

Il mare ha custodito e conservato il sapere, la saggezza e la forza di popolazioni antiche che, pur vivendo agli antipodi della Terra, sembrano aver avuto le stesse ispirazioni nella costruzione di monumenti megalitici che, ancora oggi, aprono la strada verso nuovi studi e nuove ricerche.

Il periodo Jomōn (10.000-300 a. C.), con i suoi circoli megalitici, i vasi ceramici e i motivi a corda, ricorda la Sardegna del terzo e secondo millennio a.C., con i suoi menhir, le sue “domus de janas” e le sue tombe dei giganti, i pozzi sacri e il culto delle acque. Per un approfondimento rinvio a quest’articolo degli amici di Viaggio in Sardegna e questo di Silvio Calzolari.

Una cultura affascinante, ed una storia altrettanto millenaria, dunque, quella del Giappone, che ha indotto il Museo “Sa Corona Arrubia” di Lunamatrona ad allestire una mostra che raccontasse la vita dei Samurai e il loro affascinante codice di condotta.

Locandina della mostra

“Bushidō: la via dei Samurai”, è stata inaugurata lo scorso 26 Gennaio e durerà fino al 21 Luglio.

Perché è importante visitarla?

L’allestimento sicuramente è uno dei punti di forza della mostra. Oltre a ricreare le suggestive atmosfere orientali, tra cui i bellissimi giardini zen, permette di ripercorrere tutti gli aspetti della tradizione culturale e le curiosità di un Paese che, da sempre, esercita un fascino particolare sul mondo occidentale.

Il mito, la religione, la geografia, l’estetica, la filosofia, le arti e la gastronomia sono mostrati attraverso un percorso dall’atmosfera rituale che per tutto il tempo della visita ci porta in Giappone.

I pezzi esposti al pubblico hanno un enorme valore storico, coprendo un arco cronologico che va dal XV al XIX secolo. Oltre alle preziosissime armature appartenute ai guerrieri samurai dette gusoku e provenienti dalla prestigiosa collezione del Museo Stibbert di Firenze, è possibile ammirare straordinari esemplari di maschere, elmi e armi, tra cui le raffinate katana che incarnano l’anima stessa del samurai.

Armatura di Samurai

Il fascino dei samurai: i guerrieri colti

I samurai, detti “Bushi” (=guerrieri), sono stati un’importante casta militare che, di fatto, ha amministrato il Giappone per circa sette secoli (dal 1185 al 1868). L’imperatore godeva di una sovranità più apparente che concreta, esercitando un ruolo più religioso che politico, e lasciando ai samurai un compito fondamentale nell’amministrazione dei territori.

L’affermazione dei samurai accompagna una nuova concezione di servo militare feudale, assai lontana dall’idea di guerriero feroce e spietato, più comune al mondo occidentale che a quello orientale. Un’idea che trova nella Via, un codice etico ed estetico che spinge il samurai ad aspirare alla perfezione, noto come “bushidō”.

Armatura di Samurai (dettaglio)

Il codice samurai si basava su valori fondamentali quali il dovere e la dedizione ad una causa, la benevolenza verso i vassalli e il servizio verso il proprio signore e la conciliazione tra arti militari e letterarie.

È proprio con i samurai al potere che si assiste ad una fioritura delle arti, tra cui la poesia haiku, il teatro No, la tradizione del tè, l’arte dei giardini, il Buddhismo Zen e, infine, le stampe Ukiyo-e che influenzarono l’Europa ottocentesca ed ispirarono artisti come Gauguin e Van Gogh dando vita a quellatteggiamento culturale noto come “Esotismo”.

Il Giappone, tra antico e moderno

Una sezione speciale della mostra è dedicata al confronto tra la cultura dei samurai e la società moderna che, proprio prendendo spunto dai samurai, ha costruito un nuovo immaginario collettivo in cui il guerriero diventa l’eroe mitico. Da qui un confronto con i miti della nostra generazione anni ’80, cresciuta con miti qual Mazinga, Goldrake, Ken Shiro, l’uomo tigre, fino alla celebre saga “Guerre Stellari” di George Lucas e i suoi intramontabili personaggi come Dart Fener.

Elmo di samurai e maschera di Dart Fener

Info utili

La mostra è visitabile tutti i giorni, dal lunedì alla domenica, con orario continuato dalle 9.00 alle 19.00. Il costo del biglietto intero è di € 12,00 per gli adulti, € 10 per i bambini con età dai 6 ai 12 anni e gli adulti con più di 65 anni. Biglietto omaggio per i bambini con meno di 6 anni, portatori di handicap e i loro accompagnatori.

N. B. Il biglietto consente l’ingresso alla mostra e alle sezioni permanenti del Museo ed è valido per un secondo ingresso gratuito per rivedere la mostra entro il termine del 21 Luglio.

Se cerchi una guida, contattami al 348.5223897! Sarò felice di accompagnarti ed organizzare il tuo viaggio.

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